Ne Il mondo nuovo Huxley descrive un ipotetico mondo del futuro ma, leggendo tra le righe, ci accorgiamo di quanto questo sia già prepotentemente presente.
La società del futuro pretende di aiutare gli uomini a raggiungere la “felicità” e la “stabilità” tanto desiderate a patto che lui compia un piccolo sacrificio: rinunci alla sua libertà, ovvero a se stesso.
“Adesso il mondo è stabile. La gente è felice; ottiene ciò che vuole, e non vuole mai ciò che non può ottenere. Sta bene; è al sicuro; non è mai malata; non ha paura della morte; è serenamente ignorante della passione e della vecchiaia; non è ingombrata né da padri né da madri; non ha spose, figli o amanti che procurino loro emozioni violente; è condizionata in tal modo che praticamente non può fare a meno di comportarsi come si deve. E se per caso qualcosa non va c’è il soma che le getta via, fuori delle finestre”
“La felicità universale mantiene in ordine gli ingranaggi; la verità e la bellezza non lo possono. […] Qual è il senso della verità o della bellezza o del sapere quado le bombe scoppiano intorno a voi?”. […] La gente era disposta a lasciar controllare anche i suoi appetiti. Tutto, pur di vivere tranquilli. Questo non è stato un bene per la verità, d’accordo, ma è stato eccellente per la felicità.”
Huxley entra a gamba tesa nelle nostre vacanze e ci sfida: ci interessa una felicità libera, conquistata da noi?